Studio dell’Università di Roma Tor Vergata: il biologico amplifica i benefici della dieta mediterranea
La dieta mediterranea biologica di Tor Vergata migliora microbiota, salute intestinale e difese immunitarie più della convenzionale.
La dieta mediterranea è da tempo riconosciuta come un modello salutare, ma lo studio condotto dall’Università di Roma Tor Vergata e pubblicato sulla rivista scientifica Microorganisms ha dimostrato che la versione biologica è ancora più efficace. Dopo sole quattro settimane, una dieta mediterranea bio ha modificato in modo significativo la composizione del microbiota intestinale, aumentando i batteri benefici e rafforzando le difese antinfiammatorie, antiossidanti e immunomodulanti.
Entrambe le varianti della dieta hanno favorito la produzione di acidi grassi a catena corta, molecole essenziali per il benessere dell’organismo, ma nella versione biologica gli incrementi sono risultati nettamente superiori. In particolare, il batterio Faecalibacterium prausnitzii è aumentato di circa quattro volte nel gruppo bio, mentre Anaerostipes hadrus ha registrato una crescita più che doppia. Anche i Parabacteroides distasonis, fondamentali per la digestione dei grassi, sono cresciuti del 125% con la dieta biologica, contro una riduzione osservata nella convenzionale.
Differenze tra uomini e donne e presentazione ufficiale dei dati
I risultati hanno inoltre evidenziato che le donne traggono maggiori benefici intestinali dalla dieta mediterranea biologica. I dati sono stati resi noti a Roma, martedì 16 settembre, nell’ambito della campagna «Il Bio Dentro di Noi» promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio il Biologico. Alla presentazione hanno preso parte la professoressa Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica di Tor Vergata, il sottosegretario al MASAF Luigi D’Eramo, Maria Grazia Mammuccini (FederBio), Nicoletta Maffini (AssoBio), Alessia Ferrucci Morandi (Consorzio Il Biologico), Fabio Brescacin (NaturaSì) e la vicepresidente della Commissione Affari Sociali alla Camera, Luana Zanella.
L’analisi scientifica: qualità nutrizionale e assenza di pesticidi
«L’effetto potenziato della dieta mediterranea con prodotti biologici può essere attribuito alla maggiore qualità nutrizionale e all’assenza di residui di pesticidi e additivi sintetici tipica degli alimenti biologici», ha spiegato Laura Di Renzo. «Integrare alimenti biologici all’interno di una dieta mediterranea è inoltre associato anche a una più elevata capacità antiossidante plasmatica e a un maggior contenuto di composti fitochimici bioattivi».
Un precedente studio dello stesso gruppo (Di Renzo et al., Eur Rev Med Pharmacol Sci, 2007) aveva già mostrato che, dopo due settimane di dieta mediterranea biologica, la capacità antiossidante plasmatica aumentava in media del 21% rispetto alla versione convenzionale. Gli alimenti bio presentavano inoltre un contenuto molto più elevato di polifenoli e antiossidanti, con differenze che raggiungevano il +312% rispetto agli equivalenti non biologici.
Un trial clinico pionieristico dell’Università Tor Vergata
Lo studio rappresenta il primo trial clinico comparativo tra dieta mediterranea convenzionale e biologica. Dopo la prima fase già pubblicata, questa seconda parte conferma che la maggiore concentrazione di composti bioattivi negli alimenti biologici può modulare il microbiota intestinale e ridurre l’infiammazione sistemica.
«I risultati dello studio presentato oggi sono interessanti ed evidenziano che le produzioni biologiche hanno effetti positivi non solo in termini di rispetto dell’ambiente e tutela della biodiversità, ma anche per la salute», ha dichiarato Luigi D’Eramo. «Non basta garantire cibo sufficiente a tutti, è necessario anche assicurare buon cibo, perché il benessere e la qualità della vita iniziano da ciò che scegliamo di portare sulle nostre tavole».
La voce delle associazioni: il valore della scelta biologica
«Si tratta di risultati importanti che confermano il valore della scelta biologica nell’alimentazione quotidiana», ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. «Se da tempo la scienza ha mostrato il ruolo dell’agricoltura biologica per la biodiversità, la fertilità del suolo e il contrasto alla crisi climatica, oggi la ricerca dell’Università di Tor Vergata, sostenuta dal Ministero della Salute, dimostra che il biologico fa bene anche alla salute delle persone».
Con la campagna «Il Bio dentro di noi», le associazioni mirano a rafforzare l’alleanza tra ricerca scientifica e settore del biologico, promuovere la corretta informazione ai cittadini e incoraggiare la diffusione della dieta mediterranea biologica anche nelle mense scolastiche.
Nuove conferme dalla ricerca internazionale
Un ulteriore studio del gruppo di Tor Vergata, pubblicato ad agosto su Metabolites, ha rafforzato le evidenze. Entrambe le diete mediterranee, convenzionale e biologica, hanno migliorato parametri urinari alterati, ma la versione bio ha dato vantaggi superiori.
I ricercatori hanno rilevato un incremento di metaboliti favorevoli al metabolismo energetico, come gli intermedi del ciclo tricarbossilico (TCA), e di sostanze vegetali naturali come la trigonellina, nota per le proprietà antiossidanti e protettive. Parallelamente, sono aumentate molecole che riflettono la cooperazione tra organismo e microbiota, cruciali per l’equilibrio immunitario, mentre si sono ridotte sostanze legate a fermentazioni dannose o a contaminazioni chimiche presenti negli alimenti.

