Il progetto dell’Università del Sannio conquista il quinto posto alla Start Cup Campania. Quattro riconoscimenti per l’ateneo di Benevento.
Un sistema capace di scoprire dove le fabbriche sprecano energia porta l’Università del Sannio alla finale nazionale dell’innovazione. Si chiama Sonaflux, nasce dalla ricerca universitaria e punta a rendere più efficienti gli impianti industriali ad aria compressa.
Il progetto ha conquistato il quinto posto alla Start Cup Campania. Per l’ateneo di Benevento il bilancio complessivo della competizione è di quattro riconoscimenti.
Un biglietto per la finale nazionale
Sonaflux è stato sviluppato da FP Smart Lab, spin-off accademico nato nel gruppo di Macchine a Fluido del Dipartimento di Ingegneria.
Come emerge dalla ricostruzione dei premi assegnati all’Università del Sannio, il progetto è stato presentato da Emma Frosina ed Elvira Rakova, con la partecipazione di Adolfo Senatore, Alessandro Carmona, Antonio Simeone ed Elena Chumakova.
Il piazzamento garantisce l’accesso alla finale nazionale di Bari, dove si confronteranno le migliori iniziative imprenditoriali sviluppate negli atenei italiani.
Come funziona la tecnologia contro gli sprechi
Il sistema combina un sensore non invasivo con un software che realizza un gemello digitale dell’impianto industriale.
In pratica, Sonaflux controlla i consumi dell’aria compressa, individua perdite e anomalie e segnala i possibili guasti. Il programma aiuta anche a stabilire quali interventi eseguire prima.
L’obiettivo è ridurre i costi energetici, prevenire i fermi macchina e migliorare la manutenzione. Sono già in corso progetti pilota con alcune aziende per verificare il funzionamento della tecnologia in condizioni operative reali.
Bioteris vince il premio per l’imprenditoria femminile
Accanto al risultato ottenuto da Sonaflux arriva il riconoscimento per Bioteris, progetto sviluppato da Giovanna Mercurio, Michela Vigliotti, Ilva Licaj e Cristina Franco.
Le quattro ricercatrici del Dipartimento di Scienze e Tecnologie hanno conquistato il premio Enza Cappabianca dedicato all’imprenditoria femminile.
Bioteris studia l’impiego di composti bioattivi naturali per realizzare soluzioni a supporto della salute muscolare.
È un altro esempio della ricerca biotecnologica sviluppata a Benevento, dove uno spin-off dell’Università del Sannio aveva lavorato anche alla realizzazione di un test rapido.
Premi per brevetti e sviluppo imprenditoriale
Per Sonaflux il quinto posto porta anche due premi speciali. Il primo finanzia la procedura di brevettazione della componente hardware, mentre il secondo offre un percorso di accompagnamento imprenditoriale attraverso l’incubatore Stecca.
Il passaggio dalla ricerca al mercato è una strada già percorsa da altre università campane. Alla Parthenope, per esempio, un incubatore ha coinvolto imprese e gruppi di giovani nello sviluppo di startup.
La ricerca campana guarda alle imprese
La Start Cup riunisce sette università della Campania e seleziona idee imprenditoriali nate dall’attività accademica.
Il regolamento ufficiale della competizione prevede premi e percorsi di selezione rivolti a gruppi di ricercatori, dottorandi e laureati.
Per Sonaflux la prossima tappa è Bari. Bioteris, invece, dovrà sviluppare ulteriormente la propria proposta scientifica. Entrambi i progetti puntano allo stesso risultato: trasformare il lavoro dei laboratori universitari in attività imprenditoriali.
