Protesta nell’Aula magna contro la carenza di posti letto, le lezioni in ritardo e gli edifici chiusi. Sotto accusa i vertici universitari.
All’Università Statale di Milano ci sono 1.559 studenti che avrebbero diritto a un posto letto pubblico, ma sono rimasti senza alloggio. È il numero al centro dell’occupazione dell’Aula magna, dove gli universitari hanno deciso di portare la protesta contro il costo degli studi, le carenze della didattica e la gestione degli spazi.
Gli studenti occupano l’Aula magna della Statale
La mobilitazione è stata annunciata attraverso i social. Gli occupanti denunciano una situazione che, a loro giudizio, rende sempre più difficile frequentare l’università.
«Questa università non ci garantisce più un futuro», scrivono nel comunicato riportato dall’ANSA.
Il problema dei 1.559 posti letto mancanti
Il primo bersaglio è il sistema degli alloggi. Secondo gli studenti, 1.559 aventi diritto sono rimasti esclusi dalle residenze pubbliche e devono rivolgersi al mercato privato.
La questione riguarda numerose città universitarie. Anche a Napoli il caro affitti per gli studenti ha provocato manifestazioni e proteste davanti alle istituzioni.
Il costo di una stanza è diventato uno dei principali ostacoli per chi studia lontano da casa.
Lezioni in ritardo e aule sovraffollate
La contestazione si allarga alla didattica. Gli universitari denunciano corsi con pochi docenti, lezioni cominciate con un mese di ritardo ed edifici chiusi da anni.
Nel mirino finiscono anche le condizioni delle aule, considerate insufficienti per ospitare tutti gli iscritti.
Problemi analoghi sono emersi durante l’occupazione dell’Università Orientale di Napoli, dove gli studenti hanno contestato il costo degli alloggi e le difficoltà del sistema universitario.
La protesta contro la governance dell’ateneo
Gli occupanti accusano i vertici della Statale di non aver fornito risposte adeguate. Contestano la rettrice e l’Osservatorio per il diritto allo studio, chiedendo un confronto pubblico.
La protesta assume anche una dimensione politica, con critiche alle scelte di spesa del governo e alle risorse destinate all’università.
Milano, il diritto allo studio torna in piazza
L’occupazione riporta al centro la disponibilità di residenze universitarie e gli investimenti nella didattica.
La mobilitazione, raccontata anche dalla Tgr Lombardia, si inserisce in una stagione di proteste che coinvolge altri atenei e istituti scolastici.
A Milano, intanto, la richiesta degli studenti parte da un dato preciso: 1.559 ragazzi senza un posto letto pubblico.
