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Università, Bernini: la didattica a distanza risponde a un bisogno reale

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La ministra Bernini difende la didattica online, rafforza i controlli su università telematiche e lotta ai diplomifici illegali.

«Caro Bottura, oggi in Senato ho ricordato alcune azioni concrete che, come Ministero dell’Università e della Ricerca, abbiamo messo in campo per difendere la legalità nella formazione: esposti in procura contro le false Università, segnalazioni all’Antitrust e alla magistratura contro i corsi privati di Medicina che promettono l’impossibile, controlli serrati sulle borse di studio per fermare le truffe. Non parole, ma fatti. Perché non è con il benaltrismo che si risolvono i problemi».

Lo scrive su X la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, sottolineando come le iniziative messe in atto abbiano lo scopo di tutelare la qualità della formazione accademica e garantire maggiore trasparenza nel sistema universitario.

La lotta ai diplomifici e il ruolo del Ministero dell’Istruzione

Bernini ha evidenziato che «sui diplomifici è in corso un’azione rigorosa del ministero dell’Istruzione – perché le competenze sono divise, come sa – su impulso del ministro Valditara e la collaborazione della Guardia di Finanza. Sono state chiuse quasi 80 ‘scuole’ che operavano fuori dalla legalità».

Un intervento mirato che conferma la volontà delle istituzioni di contrastare ogni forma di irregolarità, proteggendo studenti e famiglie da pratiche scorrette che rischiano di compromettere il valore dei titoli di studio.

Università telematiche e didattica a distanza come risposta a un bisogno reale

«Sulle telematiche, invece, abbiamo attivato un tavolo al Mur che coinvolge anche le Università tradizionali. Stiamo affrontando, con serietà e in un’ottica di sistema, l’argomento della didattica a distanza che è un tema serio, una risposta a un bisogno reale».

Bernini ha ribadito che l’attenzione del Ministero è rivolta a garantire la qualità dell’insegnamento anche attraverso la didattica online, evitando approcci ideologici e favorendo un sistema formativo più inclusivo e accessibile.

Vigilanza e qualità al centro dell’azione del Mur

«Io non sono iscritta a tifoserie, ma da ministro dell’Università ho il dovere di vigilare sulle regole e fare in modo che la didattica erogata sia di qualità, a prescindere dal mezzo scelto dagli studenti – evidenzia Bernini -. Sulla legalità, sul rispetto delle regole, sulla vigilanza dell’impiego delle risorse pubbliche non si fanno sconti. Perché è il miglior modo per difendere i più deboli, tutelare i talenti e dare a tutti le stesse opportunità, soprattutto a chi rischia di restare indietro».

Un richiamo forte al ruolo di controllo del Ministero, che mira a garantire pari opportunità e un’istruzione di livello per tutti gli studenti, valorizzando merito e impegno.