Francia, gli studenti piegano il governo ma le proteste continuano

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Parigi promette 3mila insegnanti per coprire le carenze. Restano chiuse 141 scuole e la mobilitazione coinvolge università prestigiose.

Il governo francese promette tremila insegnanti per rispondere alle proteste degli studenti. Ma nelle scuole e nelle università la mobilitazione continua. Sono 141 gli istituti scolastici ancora chiusi, mentre i blocchi hanno raggiunto anche alcuni degli atenei più prestigiosi di Parigi.

Gli studenti considerano l’annuncio del governo una prima vittoria, senza rinunciare alle rivendicazioni sulle condizioni dell’istruzione pubblica.

Tremila docenti per rispondere alle proteste

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato un piano urgente per destinare nuovi insegnanti alle scuole che presentano le maggiori carenze di personale.

Si tratta di circa tremila docenti già qualificati, ma non ancora entrati in servizio. La misura dovrebbe avere effetto immediato e comportare una spesa di diverse decine di milioni di euro.

Secondo quanto ricostruito da Reuters, i sindacati studenteschi hanno accolto l’annuncio come un risultato della mobilitazione, confermando però la volontà di proseguire.

I blocchi arrivano nelle università più prestigiose

La protesta ha superato i confini degli istituti superiori e coinvolto anche il mondo accademico.

A Parigi, la polizia è intervenuta per rimuovere un blocco all’università Assas, conosciuta per gli studi giuridici. Disagi sono stati registrati anche alla Mines Paris, importante scuola di ingegneria.

L’Institut Catholique ha invece comunicato il passaggio alla didattica a distanza a causa del blocco del campus.

L’ingresso di questi atenei nella mobilitazione allarga il fronte delle contestazioni.

Le scuole denunciano carenze e tagli

Studenti e insegnanti lamentano difficoltà legate alla disponibilità del personale e alle condizioni degli istituti.

Le proteste hanno provocato interruzioni delle lezioni e tensioni con le forze dell’ordine. Il governo ha riferito anche di oltre cento lavoratori della scuola rimasti feriti durante le manifestazioni.

Stylo24 aveva già raccontato l’espansione della protesta studentesca francese, collegandola alle difficoltà dei conti pubblici e alle richieste di maggiori investimenti nell’istruzione.

Macron deve fare i conti con il debito pubblico

Il presidente Emmanuel Macron e il suo governo devono trovare le risorse per rispondere alle rivendicazioni senza aggravare la situazione finanziaria del Paese.

Le nuove assunzioni rappresentano una prima risposta. Resta aperta la questione dei finanziamenti necessari per migliorare stabilmente il sistema scolastico.

Il confronto interessa anche l’Italia, dove studenti e ricercatori hanno più volte chiesto maggiori risorse. Una delle mobilitazioni raccontate da Stylo24 aveva coinvolto le università italiane e la Federico II di Napoli.

La mobilitazione supera i confini francesi

Le manifestazioni hanno avuto conseguenze anche in Belgio, dove gli studenti sono scesi in piazza durante uno sciopero nazionale.

In Francia i sindacati hanno annunciato una nuova giornata di agitazione, mentre il governo prova a tradurre l’impegno sui tremila docenti in una risposta operativa.

Il confronto proseguirà sul numero di insegnanti disponibili, sulle condizioni delle scuole e sulle risorse da destinare all’istruzione pubblica.