Manovra: fondi per università e ricerca, nuove risorse e assunzioni
Oltre 1,5 miliardi per ricerca e università, Erasmus italiano rafforzato e piano assunzioni per i ricercatori
Oltre 1,5 miliardi di euro destinati al nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca, 3 milioni di euro per il rafforzamento dell’Erasmus italiano, la conferma dell’obiettivo di 60mila nuovi posti letto per studenti universitari fuori sede entro le scadenze del PNRR, 56,4 milioni di euro per sostenere la ricerca scientifica sulle nuove tecnologie nel Mezzogiorno, 60 milioni di euro per un piano straordinario di reclutamento del personale della ricerca e l’istituzione di una centrale unica di committenza dedicata al settore. Sono queste le principali misure di competenza del Ministero dell’università e della Ricerca previste dalla manovra di bilancio.
Il nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca
La manovra introduce il Fondo per la Programmazione della Ricerca, che per la prima volta garantisce una pianificazione triennale stabile dei finanziamenti destinati alla ricerca pubblica. Nel prossimo triennio il Fondo supera complessivamente 1,5 miliardi di euro, accorpando i principali strumenti già esistenti – FIS, FISA, FIRST, FISR e FRES – e viene ulteriormente rafforzato con oltre 800 milioni di euro nel periodo 2026-2028. L’intervento mira a garantire continuità, tempi certi e maggiore prevedibilità nella programmazione e nella pubblicazione dei bandi di ricerca.
PRIN annuali e continuità dei finanziamenti PNRR
Accanto al nuovo Fondo, viene stabilizzata la misura dei PRIN, che diventano bandi annuali con una dotazione minima di 150 milioni di euro l’anno, pari a 450 milioni nel triennio. A queste risorse si aggiungono i 300 milioni di euro già stanziati per i centri nazionali, i partenariati estesi e le iniziative legate al PNRR, rafforzando il sistema di finanziamento della ricerca universitaria e pubblica.
Rafforzamento dell’Erasmus italiano
La manovra prevede anche il potenziamento del programma “Erasmus italiano”, attraverso il rifinanziamento del Fondo con 3 milioni di euro nel 2026. La nuova dotazione è finalizzata a garantire continuità nell’erogazione delle borse di studio per la mobilità degli studenti, sostenere percorsi formativi innovativi e incentivare la partecipazione delle università statali e non statali legalmente riconosciute. Il programma promuove gli scambi tra atenei italiani, rafforzando il diritto allo studio e ampliando le opportunità formative senza ricorrere alla mobilità internazionale.
Student housing e obiettivo 60mila posti letto
Un ulteriore intervento riguarda il raggiungimento dell’obiettivo dei 60mila nuovi posti letto per studenti universitari fuori sede entro l’orizzonte temporale del PNRR. Per assicurare la piena attuazione del piano, il Ministero dell’università e della Ricerca affida a Cassa Depositi e Prestiti la realizzazione di una parte degli interventi tramite lo Student Housing Fund, destinato ai progetti più complessi e con tempi di realizzazione superiori a quelli del Piano. L’investimento complessivo ammonta a 599 milioni di euro ed è attuato attraverso contributi fino a 20.000 euro per ciascun posto letto destinato alla costruzione di nuovi alloggi e residenze universitarie.
Ricerca e nuove tecnologie nel Mezzogiorno
La manovra rafforza inoltre la ricerca scientifica nelle regioni del Mezzogiorno, con lo stanziamento di 56,4 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, già assegnati al Ministero dell’università e della Ricerca. Le risorse sono destinate allo sviluppo di infrastrutture strategiche e di progetti ad alto contenuto innovativo, con particolare attenzione alle tecnologie quantistiche, all’high performance computing e all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre i divari territoriali, rafforzare la competitività del Paese e sostenere centri di calcolo avanzati, reti di interconnessione, ricerca applicata e formazione di competenze specialistiche.
Centrale unica di committenza per università ed enti di ricerca
È prevista anche l’istituzione di una centrale unica di committenza dedicata alla ricerca, pensata per rendere più efficienti, rapidi ed economici gli acquisti delle università e degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’università e della Ricerca. La gestione sarà affidata a Consip, che realizzerà un’infrastruttura tecnica dedicata all’acquisto di beni, servizi e lavori funzionali alle attività di ricerca, anche tramite sezioni specifiche dei sistemi di e-procurement già in uso. La misura è finanziata con 1 milione di euro e sarà attuata con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il MUR, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026.
Piano straordinario di reclutamento nella ricerca
Infine, la manovra stanzia circa 60 milioni di euro a regime per un piano straordinario di reclutamento nella ricerca, finalizzato a stabilizzare le competenze maturate nell’ambito dei progetti PNRR. Il piano consente l’assunzione fino a 2.000 ricercatori presso università ed enti di ricerca, attraverso concorsi pubblici. Le procedure saranno rivolte al personale in servizio al 30 giugno 2025 con almeno due anni di attività, anche non continuativi, svolti nei progetti PNRR, con una riserva fino al 50% dei posti. Le risorse copriranno fino al 50% del costo complessivo lordo delle assunzioni, mentre la quota restante resterà a carico degli atenei e degli enti di ricerca.

