flash

Addio a Gianpaolo Bellini, l’uomo che inseguiva i neutrini

Il fisico che ideò Borexino ha portato il Gran Sasso al centro della ricerca mondiale sulle particelle più sfuggenti

Gianpaolo Bellini ha passato una vita a inseguire particelle quasi impossibili da vedere. Il fisico, morto a 91 anni nella sua casa di Foresto Sparso, è stato uno dei protagonisti della ricerca italiana sui neutrini e l’uomo che ha legato il proprio nome a Borexino, l’esperimento ospitato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Borexino e la caccia alle particelle fantasma

Bellini ideò Borexino insieme ai fisici Frank Calaprice e Raju Raghavan e lo guidò per oltre vent’anni. Da quel laboratorio sono arrivati risultati che hanno cambiato lo studio dei neutrini, a partire dalla misura di quelli prodotti dalle reazioni nucleari nel Sole fino alla prima osservazione diretta delle particelle generate dalla fusione nelle stelle più massicce.

Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn, lo ricorda così: «Oggi perdiamo un grande scienziato, che ha dato un contributo fondamentale allo studio dei neutrini solari e alla comprensione delle reazioni che alimentano il Sole e le stelle». E aggiunge: «Per i suoi studi pionieristici, avrebbe sicuramente meritato che la sua carriera fosse coronata dal Premio Nobel».

Dal Sole fino al cuore della Terra

La storia scientifica di Bellini passa anche dai geoneutrini. Borexino fu il primo esperimento a rivelarli, aprendo una nuova strada nello studio dei processi che producono energia all’interno della Terra.

Il suo lavoro contribuì così a trasformare i Laboratori del Gran Sasso in uno dei punti di riferimento internazionali della fisica astroparticellare.

Una vita dentro la ricerca italiana

Professore ordinario all’Università di Milano e scienziato emerito dell’Infn, Bellini ricoprì numerosi incarichi nell’ente, fino alla vicepresidenza. Coordinò anche il programma nazionale sulla superconduttività applicata agli acceleratori Lep2 e Lhc.

All’università formò generazioni di ricercatori e diresse la Scuola di dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata. Una carriera partita dalle particelle invisibili e arrivata al cuore della grande ricerca europea.