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Cnr e Policlinico Umberto I uniscono le forze sulla ricerca

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Accordo quinquennale tra i due enti per sviluppare progetti su malattie croniche, patologie rare e medicina traslazionale

La ricerca sulle malattie croniche e rare avrà una nuova alleanza. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Policlinico Umberto I di Roma hanno siglato un accordo quinquennale che punta a mettere insieme competenze scientifiche, attività clinica e innovazione tecnologica.

L’intesa nasce con un obiettivo preciso: accelerare il passaggio dalle scoperte di laboratorio alle applicazioni concrete per i pazienti. Un percorso che coinvolgerà ricerca, formazione e trasferimento tecnologico.

Cnr e Policlinico Umberto I uniscono le forze sulla ricerca medica

L’accordo interessa diversi settori strategici. Tra questi ci sono la medicina traslazionale, le malattie croniche non trasmissibili e le patologie rare.

La collaborazione prevede la realizzazione di studi clinici congiunti, la condivisione di banche dati e l’utilizzo integrato delle infrastrutture di ricerca. Inoltre saranno promosse attività di divulgazione scientifica e iniziative rivolte ai cittadini.

L’idea è costruire una rete stabile tra ricerca e assistenza sanitaria. In questo modo i risultati scientifici potranno essere trasferiti più rapidamente nella pratica clinica.

Si tratta di una sfida particolarmente importante in un momento in cui l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche impongono nuovi modelli organizzativi e terapeutici.

Medicina traslazionale e dati condivisi al centro del progetto

Uno dei punti chiave dell’intesa riguarda proprio la medicina traslazionale. Il termine indica il percorso che trasforma una scoperta scientifica in una terapia, un protocollo o uno strumento utile ai pazienti.

Per raggiungere questo risultato servono però competenze diverse. Da una parte i ricercatori, dall’altra i medici e le strutture ospedaliere.

La collaborazione punta quindi a creare un ecosistema integrato.

La rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, ha definito la firma dell’accordo “una giornata storica”, sottolineando come l’iniziativa si inserisca in una strategia condivisa tra le istituzioni coinvolte.

Anche la gestione dei dati rappresenta un elemento centrale. La condivisione delle informazioni cliniche e scientifiche può infatti favorire nuove scoperte e migliorare la capacità di individuare cure sempre più personalizzate.

Malattie rare e croniche tra le priorità del nuovo accordo

Le malattie rare rappresentano uno dei settori nei quali la ricerca scientifica incontra spesso maggiori difficoltà. Il numero ridotto di pazienti rende infatti più complessa la raccolta di dati e la sperimentazione di nuovi trattamenti.

Per questo la collaborazione tra enti diversi viene considerata uno strumento fondamentale.

Fabrizio d’Alba, direttore generale del Policlinico Umberto I, ha spiegato che “unire le nostre forze a quelle di un prestigioso ente pubblico di ricerca come il Cnr significa compiere un salto di qualità”.

Sulla stessa linea il presidente del Cnr Andrea Lenzi, secondo il quale l’accordo rappresenta “un modello di collaborazione capace di accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca”.

Lenzi evidenzia inoltre la necessità di affrontare in maniera integrata le grandi sfide sanitarie legate alle malattie croniche e alle patologie rare, valorizzando competenze, strutture e risorse umane.