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Singapore accende il data centre con neuroni umani

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Cellule cerebrali coltivate elaborano dati con consumi ridotti: il prototipo apre una strada nuova, ma resta una piattaforma ibrida.

Singapore porta cellule cerebrali vive dentro un data centre. Al Centre for Life Sciences della National University of Singapore, il prototipo di calcolo biologico usa neuroni umani derivati da cellule staminali per elaborare informazioni e sostenere applicazioni di intelligenza artificiale.

Dai neuroni al calcolo

Le cellule crescono su elettrodi che raccolgono e trasmettono i segnali. Il silicio non sparisce: fa da ponte tra il tessuto vivo e i sistemi digitali. È un passo oltre le ricerche che avevano già mostrato nuove abilità dei computer, perché il laboratorio prova ora a dare continuità operativa al “wetware”.

Una macchina che deve mangiare

La potenza di calcolo dipende dalla salute dei neuroni. I tecnici li nutrono ogni tre giorni con zuccheri e micronutrienti, mentre un impianto mantiene il flusso di ossigeno, azoto e anidride carbonica. La struttura sviluppata da DayOne e Cortical Labs trasforma così la manutenzione informatica in una forma di assistenza biologica.

Il vero test sarà sui consumi

Il richiamo è evidente in un settore dove la crescita dell’IA moltiplica la fame di elettricità, come mostra anche il progetto del maxi data centre di Colleferro. I neuroni promettono di affrontare calcoli complessi con una frazione dell’energia richiesta dalle architetture tradizionali.

La sfida viene dopo: stabilità, sicurezza biologica, regole e capacità di aumentare la scala. Singapore ha acceso il prototipo; per parlare di un’infrastruttura pronta a sostituire i chip serviranno prove più lunghe.