Rivolta nei licei: Marx e Spinoza spariscono dai libri
Sessanta filosofi firmano un appello d’urgenza contro i nuovi programmi scolastici: “È un disastro per il pensiero critico”.
Il mondo della scuola è in fibrillazione e questa volta la politica c’entra fino a un certo punto: si parla di pura sopravvivenza culturale. Nei nuovi programmi di filosofia mancano Marx e Spinoza, e la cosa non è passata inosservata. Un plotone di sessanta intellettuali di peso, guidati da nomi come Massimo Cacciari, ha preso carta e penna per denunciare quella che definiscono una vera e propria mutilazione del sapere. Secondo loro, eliminare questi giganti significa togliere ai ragazzi la bussola per capire il mondo moderno.
L’ombra dell’egemonia culturale sulla scuola
Il timore dei professori è che dietro queste “dimenticanze” ci sia un disegno preciso per cambiare il dna culturale dei licei italiani. La lettera aperta parla chiaro: si tratterebbe di una “polpetta avvelenata” lasciata da un governo prossimo alla fine della legislatura. Per la senatrice Cecilia d’Elia, è un tentativo maldestro di imporre una nuova narrazione ideologica, tagliando fuori chi ha insegnato a generazioni di studenti come analizzare le strutture del potere e della libertà. La filosofia, insomma, rischierebbe di diventare un elenco di nozioni innocue.
La risposta del Ministero alle polemiche
Dal Ministero dell’Istruzione, però, provano a gettare acqua sul fuoco spiegando che non c’è alcun editto contro il materialismo o il panteismo. Loredana Perla, che guida la commissione per i programmi, assicura che il dialogo è apertissimo. “Ogni contributo verrà tenuto in considerazione”, ha spiegato, ricordando che i docenti restano liberi di costruire i propri percorsi. Il problema, dicono da viale Trastevere, è che non si può infilare tutta la storia del pensiero in un elenco obbligatorio, ma bisogna puntare sui grandi problemi filosofici.
Un futuro senza i giganti del pensiero
Il rischio concreto, però, è che se un autore non compare nelle linee guida, finisca nel dimenticatoio dei programmi svolti in fretta a fine anno. “Se mancano Marx e Spinoza, mancano i pilastri della nostra democrazia”, ribattono i firmatari dell’appello. La battaglia non riguarda solo i nomi, ma l’idea stessa di scuola come luogo di formazione di teste pensanti e non solo di esecutori. Mentre il dibattito si infiamma, resta il dubbio: si può davvero insegnare la modernità saltando a piè pari il Capitale o l’Etica?

