flash

Nuove cure contro i tumori e la sfida degli effetti collaterali

Al congresso mondiale ASCO di Chicago gli oncologi si confrontano sulla gestione delle tossicità post-terapia.

La medicina oncologica sta vivendo una vera e propria rivoluzione terapeutica negli ultimi anni. Trattamenti all’avanguardia stanno portando a risultati straordinari e un tempo del tutto imprevedibili. Tuttavia, la comunità scientifica si trova oggi a dover affrontare una nuova e complessa problematica medica. Esiste infatti un concreto rebus riguardante le nuove cure contro i tumori e la gestione dei loro eventi avversi. Gli esperti si sono riuniti a Chicago per il congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO). Durante l’evento, gli oncologi hanno analizzato i rischi legati ai farmaci di ultima generazione. Queste terapie presentano profili di tossicità molto diversi rispetto alla classica chemioterapia.

Il congresso ASCO analizza le nuove cure contro i tumori

La proliferazione di terapie sistemiche ha fortunatamente allungato la sopravvivenza di molti pazienti oncologici. Purtroppo, la gestione clinica delle complicanze richiede ora competenze estremamente specifiche. Un riconoscimento ritardato dei sintomi può aumentare in modo significativo le condizioni di malattia e la mortalità. La sessione del congresso intitolata “Dai nuovi agenti ai nuovi eventi avversi” si è concentrata proprio su questo tema. Gli oncologi hanno studiato gli effetti di immunoterapia, anticorpi farmaco-coniugati e terapie cellulari Car-t. La dottoressa Lucie Heinzerling, dell’Ospedale universatario di Monaco, ha lanciato un chiaro avvertimento alla platea. “Dobbiamo essere consapevoli che è necessaria competenza per diagnosticare e trattare adeguatamente gli effetti collaterali”.

Medici a confronto sulle nuove cure contro i tumori

La tossicità dei farmaci innovativi può manifestarsi anche molto tempo dopo la fine del percorso terapeutico. I medici devono quindi educare i pazienti a non minimizzare i sintomi riscontrati. Un esempio emblematico è l’ipofisite, un’infiammazione della ghiandola ipofisi legata agli inibitori dei checkpoint immunitari. Altre reazioni avverse possono colpire gli occhi e la pelle, come la pseudomicrocisti corneale. La dottoressa Lauren Dalvin, della Mayo Clinic di Rochester, ha illustrato complicanze ancora più severe. Lauren Dalvin ha spiegato che i problemi possono riguardare i nervi cranici o la sindrome da miastenia gravis. “È particolarmente importante riconoscere rapidamente questa sindrome perchè la depressione respiratoria associata può rivelarsi fatale”. Per raccogliere questi dati preziosi, Lucie Heinzerling ha attivato un registro internazionale online.