Aldo Moro: un professore che parla ancora al nostro futuro
Alla Sapienza il ricordo dello statista a 48 anni dall’agguato: il suo metodo era il dialogo, non lo scontro.
Ci sono figure che non si limitano a riempire i libri di storia, ma continuano a darci consigli anche a decenni di distanza. Pierpaolo D’Urso, preside di Scienze Politiche alla Sapienza, ha usato parole cariche di significato per ricordare Aldo Moro nel 48mo anniversario del suo assassinio. Per D’Urso, la figura di Aldo Moro rimane un esempio per la politica futura proprio perché sapeva guardare oltre l’orizzonte del suo tempo. Non era solo un uomo di Stato, era un mentore che considerava l’aula universitaria il cuore pulsante della società civile.
Un maestro che chiamava gli studenti per nome
Il lato più umano e potente di Moro era quello accademico. D’Urso lo ha descritto “prima di tutto come professore”, un uomo che non faceva distinzione tra la teoria dei libri e la pratica della politica. Moro aveva un rito quasi magico: chiamava i suoi studenti uno per uno all’inizio di ogni lezione. Voleva che nessuno si sentisse invisibile o soltanto un numero sul registro. Insegnava che la “complessità non va semplificata, ma compresa”, una lezione che oggi, nell’era dei tweet veloci e delle urla, sembra più preziosa che mai.
La democrazia come un fiore fragile da proteggere
Il preside ha toccato un punto dolente della nostra attualità: la crisi delle istituzioni. Moro vedeva la democrazia come un processo fragile, qualcosa che non possiamo dare per scontato. In un mondo pieno di polarizzazioni e cattiveria verbale, il suo stile fatto di ascolto e discrezione diventa una bussola. “Si prendeva cura del pensiero dei suoi studenti”, ha ricordato D’Urso, sottolineando come l’educazione per Moro fosse prima di tutto una formazione alla libertà.
L’Europa come missione oltre ogni frontiera
Anche sul tema dell’integrazione europea, lo statista democristiano aveva visto lungo. Il concetto di cooperazione tra i popoli non era per lui uno slogan, ma l’unico modo per dare stabilità al continente. Ricordarlo oggi significa capire che la sua eredità vive ogni volta che scegliamo il confronto invece del muro. Se sapremo ascoltare la sua voce silenziosa ma ferma, capiremo perché Aldo Moro rimane un esempio per la politica futura e per chiunque voglia fare politica con dignità e rispetto.

