Bruxelles non è più lontana: il Piemonte cerca sei giovani
Stage pagati da 1.000 euro al mese nella sede Ue della Regione: candidature aperte fino al 2 giugno
Bruxelles smette di essere soltanto il palazzo delle direttive europee e diventa un possibile primo lavoro. La Regione Piemonte ha aperto la selezione per sei stage retribuiti nella propria sede belga. Quattro mesi dentro il cuore delle istituzioni comunitarie, tra relazioni internazionali, politiche europee e contatti con funzionari e imprese.
Sei stage a Bruxelles con la Regione Piemonte
I sei posti disponibili riguardano tirocini curriculari ed extracurriculari che partiranno il primo settembre. Gli studenti e i neolaureati selezionati lavoreranno nell’Ufficio di Bruxelles della Regione Piemonte, affiancando i funzionari nelle attività quotidiane legate agli affari europei.
Chi verrà scelto riceverà 1.000 euro lordi al mese. Inoltre è previsto un contributo extra da 250 euro per coprire le spese di mobilità iniziale e finale.
Quanto valgono oggi le competenze europee
Dietro questa iniziativa c’è anche un tema politico ed economico. Bruxelles pesa sempre di più nelle decisioni che riguardano imprese, agricoltura, ambiente, innovazione e fondi pubblici. Per questo le Regioni stanno cercando figure capaci di muoversi dentro i meccanismi europei.
«È sempre più importante favorire la creazione di professionalità idonee a lavorare nelle strutture dell’Unione Europea», spiega il presidente del Piemonte Alberto Cirio.
Le selezioni precedenti hanno attirato centinaia di candidati
Non è la prima volta che il Piemonte punta su questo tipo di esperienza. Le sette selezioni precedenti hanno raccolto centinaia di domande. Alla fine sono stati scelti 42 tirocinanti, in larga parte studenti dell’Università di Torino.
Un dato che racconta bene quanto i percorsi internazionali continuino ad attirare giovani in cerca di competenze spendibili anche fuori dall’Italia.
Bruxelles resta un acceleratore di carriera
Lavorare per qualche mese dentro le istituzioni europee significa entrare in contatto con un ambiente dove si intrecciano politica, diplomazia, lobby, imprese e comunicazione.
Non tutti finiranno a lavorare nell’Unione Europea. Però un’esperienza del genere pesa sempre di più nei curriculum. Soprattutto in settori come progettazione europea, relazioni internazionali e pubbliche amministrazioni.

