Federico II lancia UniNano, il laboratorio avanzato per micro e nanotecnologie
Alla Federico II nasce UniNano, il laboratorio per micro e nanotecnologie con strumenti d’avanguardia e respiro internazionale
Napoli e l’Università Federico II puntano a diventare un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo delle nanotecnologie grazie a UniNano, il nuovo laboratorio inaugurato dall’ateneo partenopeo. La struttura, progettata per la creazione e la lavorazione di micro e nano tecnologie, è stata realizzata presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione.
Finanziato per il 60% dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e per il restante 40% dall’Università Federico II, il laboratorio è stato reso possibile grazie al bando del 2021 dedicato all’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e delle grandi attrezzature scientifiche.
Attrezzature di ultima generazione per la ricerca avanzata
UniNano è dotato di macchinari all’avanguardia, tra cui una sofisticata macchina “Jeol”, una delle poche esistenti in Europa. Grazie a questi strumenti di altissimo livello tecnologico, il laboratorio consente di sviluppare processi applicabili in diversi settori chiave, tra cui fotonica, micro e nano elettronica, biotecnologie, materiali avanzati e medicina.
“È uno straordinario gioiello trasversale – ha dichiarato la pro rettrice Angela Zampella – e offre grandissime opportunità nel presente e per il futuro. È un’infrastruttura che parla alle aziende, in cui si sviluppano prototipi ed è al servizio di gruppi di ricerca trasversali. Inoltre, consente una formazione di alto livello sulle tecnologie abilitanti a un’ampia platea di studenti, ricercatori e dottorandi”.
UniNano: connessione tra università, ricerca e industria
Oltre a essere un centro di produzione tecnologica, UniNano intende diventare un hub strategico per collaborazioni tra università, centri di ricerca e industria. La struttura si propone come luogo di aggregazione e cooperazione, capace di mettere in rete competenze e risorse.
“Napoli può portare un contributo importante a livello nazionale e non solo – ha sottolineato il professor Francesco Tafuri – il nuovo laboratorio non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, e vogliamo crescere all’interno di un ecosistema Italia”.
Interesse internazionale e formazione per le nuove generazioni
L’interesse suscitato da UniNano va oltre i confini italiani. L’Ateneo ha infatti già ricevuto lettere di intenti da parte di aziende statunitensi e olandesi interessate a future collaborazioni. Questo conferma l’attrattività e il potenziale innovativo del nuovo laboratorio.
“UniNano è ambiente ideale per formare le nuove generazioni di scienziati e tecnologi – ha concluso Gaetano Scamarcio, direttore dell’Istituto di Nanoscienze del CNR – che potranno aiutarci ad affrontare le sfide globali. Come CNR c’è la piena disponibilità a collaborare in modo strategico e l’auspicio è che possa diventare polo di riferimento nazionale e internazionale in grado di generare nuove opportunità per la comunità scientifica e per il sistema produttivo italiano”.

