Studio UniTrento sulla complessità dell’attività cognitiva
Ricerca UniTrento svela i meccanismi cerebrali dell’attività cognitiva complessa con tecniche neurotecnologiche avanzate.
Per la prima volta un gruppo di ricerca dell’Università di Trento ha catturato, in una visione combinata, l’interazione dinamica che sostiene l’attività cognitiva complessa e ha analizzato il processo grazie a neurotecnologie avanzate. Un delicato sistema di comunicazione che alterna stabilità e flessibilità delle connessioni cerebrali ci consente di portare a termine compiti esecutivi.
Lo studio apre nuovi scenari per approfondire le scienze cognitive e migliorare la comprensione dei meccanismi della mente umana.
Obiettivo della ricerca sul funzionamento del cervello
Il punto di partenza della ricerca riguarda ciò che accade nel nostro cervello quando siamo impegnati in un’attività mentale, come il pensiero, la memorizzazione o la concentrazione.
«Finora le analisi sono state condotte in maniera disgiunta tra l’attività metabolica in aree del cervello e quella dell’intera rete cerebrale per comprendere il comportamento degli individui – informa l’ateneo -. Una delle principali ambizioni è integrare queste informazioni con metodi non invasivi, per comprendere il funzionamento della mente umana in individui sani e sviluppare nuovi strumenti per interpretare i suoi disturbi e disfunzioni».
Il ruolo del Centro mente-cervello dell’Università di Trento
Un passo importante in questa direzione è stato compiuto dal gruppo di ricerca del Centro interdipartimentale mente-cervello dell’Università di Trento, che ha reso possibile osservare in modo integrato i processi alla base della cognizione complessa.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Pnas, confermando la rilevanza internazionale dello studio.

